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A Casa di Anna


Curiosa, eclettica, ironica, buffa, profonda, Anna Muzi Falconi è una pittrice e un’artista in senso lato e anche il suo modo di vivere e di vivere la casa ha un che di artistico.

Con grande piacere riportiamo l'articolo e le bellissime foto che il magazine online BILO' le ha dedicato.

"Una casa dove il rosa gioca un ruolo molto importante: lo troviamo nelle pareti, nei complementi d'arredo e in tantissimi dettagli pieni di personalità. Spunti di home decor da cogliere al volo, perché il rosa, in tutte le sue sfumature, non è mai banale quando viene utilizzato per il living.

 

 

Impossibile non notare le pareti colorate in questa casa. Il bello è che c’è una storia per ogni colore e una per il colore in cui erano dipinte prima. È nato tutto da Giulio. Inizialmente la casa era completamente bianca, solo il pavimento dell’ingresso era rosso fluo “così vedevi il gradino”. Poi Giulio ha raggiunto l’adolescenza e ha voluto dare un po’ di colore. L’entrata è diventata blu scuro, con una lampada a stella di latta, intagliata, che pendeva dal soffitto. “Così entravi e ti sembrava di essere in una disco” commenta Anna ridendo. Il corridoio della zona notte, invece, era completamente giallo, "perché Giulio collaborava con lo Shocking (una discoteca di Milano, ndr) e voleva sentirsi a casa”. Giulio ha ricoperto le pareti della sua stanza di graffiti, “ma vabbè quello comunque era il suo spazio”. In quella camera ora dormono lei e Dario, ma una parte dei graffiti Anna l’ha tenuta. Un giorno ha trovato suo figlio che dipingeva una parete del bagno di verde, così è rimasta.

Be’, diciamo noi, è molto bello che l’abbia fatto esprimere, non tutti i genitori lo farebbero. “Eh, ci viveva anche lui, qua dentro” risponde Anna, con il suo sorriso. E poi orgogliosa: “Ora è architetto paesaggista”. La formazione artistica, a casa, deve aver avuto la sua importanza. 

 

 

Recentemente, Anna ha ridipinto la cucina. “Le pareti rosa sono una novità. Prima era verde, bello eh, sembrava di stare in una giungla anche perché l’inverno tutte le piante giganti che abbiamo visto fuori vengono ospitate qui. Le pareti della cucina sono state verdi per dieci anni. Purtroppo un anno e mezzo fa se n’è andato il mio gatto Tito, col quale vivevo in simbiosi. Un mese prima che scoprissi che stava per morire me lo sono trovata in sogno. Era sdraiato tipo sfinge sul mio braccio e mi ha diretto al ‘tempio dei gatti’, che era tutto rosa. Pieno di gatti. Ho deciso di dipingere queste pareti in suo onore. Sono belle, vero?” Ci chiede una conferma, come se ce ne fosse bisogno. Ci piacciono molto. 

“Una mia amica mi aveva suggerito di fare un bordo d’oro, sopra. Come potete vedere ho provato, ma non non mi corrispondeva. Faceva tanto palazzo primi Novecento, ma questo è un magazzino! L’ho coperto col bianco. Dove non arrivo, sto aspettando che Dario mi aiuti a spostare il tavolo. Comunque,  prima o poi finiremo il lavoro”.

 





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